Tutela dell’ambiente e risparmio sui consumi energetici: secondo recenti studi sono i due requisiti più richiesti dalle famiglie nella gestione della vita domestica.

Il sistema ibrido residenziale costituisce una delle soluzioni migliori per ottenere entrambi i risultati, in un’ottica di efficientamento generale delle abitazioni che, in base alle linee guida dell’Unione Europea, comprende un insieme di azioni volte alla riqualificazione energetica dell’edificio, alla mitigazione dell’impatto del passaggio dall’utilizzo di fonti non rinnovabili a fonti rinnovabili sulla società, e all’adozione di misure per incoraggiare gli investimenti in energia pulita.

L’Unione Europea ha previsto, all’interno del Clean Energy Package, una serie di misure che consentano una significativa riduzione dei gas serra, attraverso un processo di decarbonizzazione: l’obiettivo è il 40% delle emissioni di CO2 ridotte entro il 2030. In Italia, in particolare, le energie rinnovabili dovranno coprire il 27% del fabbisogno energetico totale, un traguardo ambizioso che sarà possibile raggiungere soltanto con un’evoluzione nelle tecnologie impiegate nel settore della climatizzazione invernale e estiva.

I sistemi ibridi: cosa sono e quali caratteristiche

Il sistema ibrido è una soluzione innovativa ed ecologica per riscaldare e raffrescare la casa. Combinando fonti di energia e tecnologie diverse è in grado di assicurare massima efficienza in tutte le stagioni, risparmio in bolletta e sostenibilità ambientale. Nella maggioranza dei casi, il sistema ibrido è composto da una pompa di calore aria/acqua ad alta efficienza (PDC) che utilizza l’aria esterna unita all’energia elettrica e da una caldaia a condensazione che utilizza il gas metano. Si tratta di una tecnica intelligente in grado di attivare l’apparecchio che garantisce il massimo rendimento ottenibile, a seconda delle condizioni interne ed esterne, riconoscendo il tipo di climatizzazione più conveniente in quel momento.

Caldaia ibrida: le componenti del sistema più diffuso

Come abbiamo anticipato, le caldaie ibride sono tra le soluzioni più efficienti, composte da una pompa di calore per riscaldamento e raffrescamento e da una caldaia a condensazione per integrazione al riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. Vediamole entrambe nel dettaglio:

  • Pompa di calore: alimentata con energia elettrica, prende il calore da un ambiente per trasferirlo ad un altro. Questa tecnologia fornisce climatizzazione tutto l’anno poiché riscalda in inverno, raffredda in estate e, se abbinata ad un sistema di accumulo, fornisce acqua calda sanitaria. La caratteristica principale è quella di riuscire a produrre più energia termica rispetto all’energia elettrica consumata per il suo funzionamento.
  • Caldaia a condensazione a gas metano: costituisce l’impianto più conosciuto per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. La condensazione consente di recuperare il calore latente contenuto nei fumi, incrementando così il potere calorifico inferiore e aumentando il rendimento termico della caldaia fino al 110%. Esso rimane costante al variare delle condizioni climatiche esterne (se si eccettuano trascurabili variazioni dovute alle perdite al mantello e al camino).

Le differenze tra una caldaia e una pompa di calore sono molteplici. In primo luogo, la caldaia non è influenzata dalla temperatura esterna e la potenza massima erogabile è sempre disponibile. Diversamente, la potenza termica massima erogata da una pompa di calore dipende dalla differenza tra la sorgente di calore e la temperatura di cessione del calore agli ambienti. Di conseguenza, la pompa di calore erogherà tanta più potenza termica quanto più è limitata la differenza tra queste due temperature.

Entrambe le tecnologie, se prese singolarmente, hanno punti di forza e debolezza, compensati dall’utilizzo del sistema ibrido che si serve dei due generatori secondo necessità.

Caldaie con pompa di calore: i principi di funzionamento

Come funziona esattamente il sistema ibrido? Quando la temperatura esterna è favorevole, la pompa di calore è in grado di sopperire alle richieste termiche.

In giornate particolarmente fredde, invece, essa potrebbe non essere sufficiente per riscaldare in maniera adeguata tutte le stanze. In questo caso interviene la caldaia a condensazione, che risulta essere più conveniente in termini energetici ed economici, garantendo il comfort richiesto. Nei sistemi ibridi, quindi, il generatore a cui viene data la precedenza è la pompa di calore, in genere dimensionata fino a coprire l’80% del carico termico annuo. La caldaia a condensazione interviene solo in caso di necessità, fornendo il calore di cui l’edificio ha bisogno. Riassumendo possiamo dire che:

  • Con clima esterno mite il sistema attiva la pompa di calore lasciando spenta la caldaia. In questo modo si limita il consumo di combustibili fossili;
  • Con clima esterno rigido la pompa di calore è ancora il sistema più conveniente, ma se da sola non riesce a sopperire alla crescente richiesta di calore si attiva anche il generatore ausiliario di supporto ed entrambi lavorano in parallelo;
  • Con clima esterno molto rigido, il sistema fa funzionare solo la caldaia a condensazione, che garantisce la giusta temperatura all’acqua sia per riscaldamento che per usi sanitari.

Il sistema ibrido può essere collegato ad un impianto fotovoltaico: quando i moduli solari producono energia elettrica, essa viene impiegata dalla pompa di calore per il riscaldamento e il raffreddamento degli ambienti o per la produzione di acqua calda, in modo ecologico e a costo zero, con grande risparmio energetico.

Non dimentichiamo poi che il sistema ibrido è ideale anche per strutture industriali e commerciali. La Prosapio Patrick Service S.r.l. ha maturato un’esperienza decennale su questi impianti, che garantisce professionalità e competenza. Contattaci per un sopralluogo gratuito!