A causa della pandemia provocata dal Covid-19, lo smart working – prima poco applicato in Italia – è divenuto una condizione di lavoro abituale per buona parte dei cittadini del nostro Paese. Anche dopo i vari lockdown che si sono susseguiti per contenere l’epidemia, moltissime aziende, alla loro riapertura, hanno deciso di non richiamare tutti i dipendenti in presenza: non recarsi più in sede è diventata una realtà diffusa. In tale scenario, che si stima continuerà a coinvolgere più di 5 milioni di italiani nei prossimi anni, le esigenze abitative cambiano profondamente. Per questo motivo, le soluzioni per creare un ufficio in casa sono tra le ristrutturazioni residenziali più ricercate.

Lavorare da casa: tutte le opzioni possibili per ripensare gli spazi

Per realizzare un ufficio in casa, le strade sono principalmente due: aggiungere una camera, o ricavare un angolo apposito all’interno di una stanza già esistente.

Nel primo caso, ancora due sono le ipotesi. Infatti, è possibile optare o meno per un aumento volumetrico dell’abitazione. Si tratta di una decisione fondamentale, poiché incide su un buon numero di aspetti: costi, burocrazia e procedure.

L’aumento volumetrico ha ragione di esistere se si possiede già uno spazio aperto e si intende chiuderlo: un terrazzo, un lastrico, un pezzo di giardino. Parliamo così di una ristrutturazione vera e propria, che richiede alcuni adempimenti legislativi. Il riferimento è rappresentato dal Testo Unico per l’Edilizia, integrato dal regolamento comunale. Il progetto, corredato dallo studio di fattibilità e dalla documentazione richiesta, deve essere presentato all’Ufficio Tecnico del Comune competente per territorio insieme alla domanda per il “Permesso di Costruire”.

Spesso si sceglie di agire sul terrazzo o su un lastrico, trasformandoli in veranda. Quest’ultima è una soluzione molto versatile e personalizzabile, perché consente di chiudere con vetrate scorrevoli, apribili o fisse, e di utilizzare superfici trasparenti o colorate, in legno o in muratura, per realizzare una nuova stanza da adibire ad ufficio per smart working.

L’alternativa all’aumento volumetrico è l’aggiunta di una camera senza incrementare il volume complessivo dell’immobile, ad esempio dividendo una stanza preesistente in due, tramite pareti divisorie.

In tal caso, il primo step è definire di quanto spazio si ha bisogno per il proprio ufficio. La valutazione dipende molto dalla professione svolta, che potrebbe necessitare di un semplice angolo o richiedere molta più metratura a disposizione, quindi un intero locale. Una volta completato questo passaggio, è necessario scegliere dove collocare la postazione smart working. Sebbene si tratti di una scelta soggettiva, quella più gettonata (e più fattibile) è la zona giorno, che di solito possiede un’ampiezza maggiore delle stanze adibite al riposo notturno. Oppure, se è presente, si può adibire allo scopo una mansarda o una tavernetta. Infine, per massimizzare l’uso di tutti i metri quadrati disponibili, si può intervenire sugli ambienti secondari che non sono ben sfruttati, come un corridoio troppo largo, un’anticamera poco utilizzata o una nicchia tra due muri. Sono tutte ipotesi, queste, che vanno confermate con l’aiuto di una ditta specializzata, proprio come avviene quando si vuole creare un angolo bar in casa.

Arredamento studio in casa: le pareti divisorie

Il frazionamento di un ambiente in due attraverso pareti divisorie consente una separazione non solo pratica, ma anche psicologica, poiché distingue l’orario di lavoro da quella che è invece la vita domestica. Le pareti possono essere costruite:

  • In cartongesso: uno dei materiali più usati per la sua versatilità. Sebbene non abbia caratteristiche di isolamento sonoro e nemmeno una resistenza paragonabile alla muratura, ha il vantaggio di poter essere realizzato in modo facile e veloce
  • In acciaio: una soluzione in stile moderno e minimal. L’acciaio è un materiale caratterizzato da forte duttilità, e si presta a numerose finiture (da quella lucida a quella spazzolata), divenendo un complemento d’arredo a tutti gli effetti
  • In vetro: una delle ultime tendenze in ambito design. Il vetro permette la separazione degli spazi senza sacrificare la luminosità
  • In vetrocemento: materiale che concede una grande libertà compositiva. Gli elementi in vetrocemento vengono accostati in file regolari, sia verticali che orizzontali, per creare grafiche decorative personalizzate
  • In muratura: solitamente vengono utilizzati dei blocchetti in laterizio per comporre tramezzi sottili, che non appesantiscono le strutture portanti.

La costruzione di tramezzi rientra tra le opere di manutenzione straordinaria, che danno accesso al Bonus Ristrutturazioni al 50% sia per l’intervento principale che per quelli eseguiti in contemporanea su altre parti della casa, anche se non direttamente correlati ad esso. Tramite lo sconto in fattura e la cessione del credito, questa agevolazione fiscale diventa ancora più conveniente sotto l’aspetto economico.

Per chi invece non vuole ristrutturare casa, ma solo ricavare un ufficio in una stanza già arredata, pannelli decorativi in legno o mobili come librerie, cassapanche e divani sono un modo elegante per ottenere un angolo per smart working.

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