Confermati dalla Legge di Bilancio 2021, gli interventi di coibentazione degli edifici rientrano a pieno titolo tra quelli che danno accesso al Superbonus 110%. Infatti, uno dei metodi più efficaci per migliorare l’efficienza energetica di un immobile consiste nell’applicazione di un rivestimento isolante, denominato cappotto termico. Eseguibile su superfici opache verticali, orizzontali e inclinabili, questo tipo di ristrutturazione edile può riguardare, quindi, sia il tetto che le facciate della struttura in oggetto.

Isolamento termico a cappotto: di cosa si tratta

I cappotti termici esterni sono costituiti da elementi edili prefabbricati che vengono posati direttamente sulle superfici dell’immobile. In genere, si tratta di uno strato composto da adesivo, materiale isolante, fissaggi, rivestimento base, rinforzo (rete in fibra di vetro) e rivestimento finale con primer e/o pittura protettiva. Terminati i lavori, l’esterno della costruzione appare uguale a quello precedente, intonacato di fresco: nasconde però un guscio protettivo isolante in grado di far diminuire in modo consistente il consumo del combustibile per il riscaldamento, con riduzione della dispersione termica attraverso le pareti.

Tecnologia adottata da oltre 50 anni nei Paesi più freddi, come la Scandinavia, da qualche tempo l’isolamento a cappotto sta prendendo piede anche in Italia, al fine di poter rispettare i parametri di diminuzione dell’inquinamento ambientale secondo gli accordi internazionali. Se effettuata a regola d’arte, questa soluzione permette un notevole risparmio energetico, con conseguente minor emissione di gas serra nell’atmosfera.

L’installazione di un cappotto termico, inoltre, migliora il comfort abitativo, assicurando la coibentazione dal caldo e dal freddo, e porta vantaggi economici dovuti a consumi più bassi sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo. Passando da una classe energetica inferiore a quella più elevata possibile, anche l’immobile stesso beneficerà di una rivalutazione, aumentando il proprio valore sul mercato. Infine, i cappotti contribuiscono ad elevare il tasso di isolamento acustico dell’edificio e risolvono i problemi legati ai ponti termici, ossia i punti dell’involucro edilizio in cui si verificano dispersioni di calore o si assiste alla formazione di condensa e muffa.

Isolamento termico a cappotto esterno: le agevolazioni fiscali

Affinché l’installazione del cappotto termico rientri tra gli interventi detraibili al 110% per il miglioramento della resa energetica dell’immobile, essa deve rispettare i seguenti requisiti:

  • Interessare almeno il 25% della superficie lorda disperdente
  • Essere eseguita nel rispetto delle altre norme previste per l’accesso al Superbonus

Inoltre, una delle condizioni indispensabili è che i lavori garantiscano il miglioramento di due classi energetiche dell’intero edificio, o nel caso in cui non fosse possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Se questo non avviene, l’isolamento tramite cappotto rientra nella casistica della detrazione al 65% ammessa tramite Ecobonus.

Sia per la maxi detrazione Superbonus 110%, sia per quella ordinaria Ecobonus 65%, vi sono però due imposizioni necessarie:

  1. Gli interventi devono essere effettuati su un immobile esistente
  2. Gli interventi devono essere effettuati su un immobile già dotato di un impianto di riscaldamento

Il motivo di questa regola è abbastanza semplice. Le detrazioni sono pensate per ottimizzare l’efficientamento energetico, cosa infattibile se parliamo di un edificio in costruzione o privo di un sistema di riscaldamento. Verrebbe a mancare, in queste situazioni, il termine di paragone iniziale per dimostrare le effettive migliorie apportate.

Se tutte le disposizioni legislative trovano conferma, allora il cappotto termico diventa un intervento trainante per il Superbonus. Questo ti permetterà di ottenere a cascata lo stesso trattamento per tutte le altre ristrutturazioni che vorrai implementare insieme a quella principale (installazione di caldaia a condensazione o pompa di calore, infissi, impianto fotovoltaico, colonnine elettriche per la ricarica delle auto, ecc).

Ovviamente, se il tuo appartamento è collocato all’interno di un condominio, la decisione dovrà essere presa in accordo con gli altri inquilini poiché riguarderà l’intero edificio. Se invece possiedi un’abitazione indipendente o una villetta a schiera, potrai procedere in base a tua esclusiva scelta.

Cappotto interno: quali differenze con quello esterno?

Il cappotto interno è l’alternativa praticata quando non è possibile intervenire esternamente, per vincoli architettonici o condominiali.

Viene adottato anche in caso si vogliano isolare singole unità immobiliari indipendentemente dagli interventi realizzabili sull’intero condominio. Di solito è costituito da pannelli isolanti in polistirene (canapa o sughero se si vuole un’opzione naturale), ricoperti da cartongesso e con eventuale struttura metallica a supporto. La soluzione interna ha il vantaggio di un minor costo e una maggiore rapidità d’esecuzione, ma comporta due svantaggi dei quali tenere conto: grande attenzione in caso di riparazioni o lavori successivi sulle pareti coinvolte, e diminuzione del volume degli ambienti interni.

Infine, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che la realizzazione di un cappotto termico interno ad una singola unità abitativa, facente parte di un condominio, non può beneficiare della detrazione del 110%, poiché non coinvolge almeno il 25% della superficie disperdente lorda complessiva e non garantisce il miglioramento di due classi energetiche dell’intero edificio. La corretta posa in opera del cappotto termico è una parte fondamentale per assicurarne funzionalità e durata nel tempo. Per questo la Prosapio Patrick Service Srl può supportarti in tutte le fasi dell’intervento, dalla progettazione alla consegna finale, affiancandoti nella complessa procedura burocratica necessaria all’ottenimento di tutte le agevolazioni fiscali, tra le quali anche la cessione del credito e lo sconto in fattura . Contattaci!