Con il passare del tempo, le facciate degli immobili si degradano a causa degli agenti atmosferici: sole, vento, pioggia, nebbia, sbalzi termici. Ma esistono anche altri fattori meno evidenti che incidono nell’usura delle pareti esterne, come inquinamento, mancanza di manutenzione, modifiche sull’edificio e vibrazioni indotte dal traffico. Quasi tutti i fenomeni di degrado di vernici e intonaci hanno come causa originaria l’acqua, non solo sotto forma di pioggia, ma anche di umidità da condensa, da infiltrazione o da risalita capillare. Per sopperire alla necessità dei cittadini di ristrutturare le facciate della propria casa, il Governo italiano ha confermato il Bonus Facciate 2021.

Bonus Facciate 2021: di cosa si tratta?

In vigore dall’anno scorso, questo bonus si aggiunge alle restanti agevolazioni fiscali previste dal Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 (Ecobonus, Sismabonus, Superbonus 110%, Bonus Mobili e Bonus Verde), ed è riservato agli interventi che riguardano il decoro architettonico. Chiunque sia proprietario di un’abitazione privata – dalla villa all’appartamento in condominio – può usufruire di questa detrazione al 90%, anche per interventi di manutenzione ordinaria, e senza massimali di spesa.

Per accedere al Bonus Facciate, però, bisogna rispettare tre condizioni, che concernono:

  1. l’ubicazione degli edifici sottoposti all’intervento
  2. la visibilità delle facciate (dalla strada o da suolo a uso pubblico)
  3. la percentuale di intonaco su cui intervenire.

Nello specifico, possono utilizzare il bonus gli immobili che rientrano nelle zone A e B. La Zona A comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi. La Zona B include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le aree in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq. Sono esclusi dall’agevolazione gli immobili in Zona C, le aree di espansione urbanistica: ad esempio, le case di campagna isolate, situate o meno in comprensori costruiti su terreni in precedenza agricoli.

Rifacimento facciata, quali lavori possibili

Gli interventi previsti dalla normativa sono i seguenti:

  • il consolidamento, il ripristino e il miglioramento delle caratteristiche termiche – anche in assenza dell’impianto di climatizzazione invernale – e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio che compongono la struttura opaca verticale, nonché la sola pulitura e tinteggiatura della superficie
  • il consolidamento, il ripristino – compresa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie – o il rinnovo degli elementi costitutivi di balconi, ornamenti e fregi
  • i lavori riconducibili al decoro urbano: grondaie, pluviali, parapetti, cornicioni e sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata
  • i lavori sulle strutture opache della facciata che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio

Sono comprese nella detrazione le spese sostenute per la progettazione degli interventi, per le prestazioni professionali collegate, per l’acquisto dei materiali, oltre a quelle legate alla realizzazione delle opere (ponteggi, imposta di bollo, altra documentazione necessaria). Infine, da ricordare che anche il Bonus Facciate beneficia della cessione del credito con sconto in fattura.

Le vernici consigliate per il restauro delle facciate esterne

Le pitture murali per esterno sono bianche, ma possono essere rese della tonalità preferita grazie a coloranti specifici. In caso di muri fondamentalmente sani, per i quali è sufficiente rinnovare o rinfrescare il colore, sono ideali le vernici al quarzo: durevoli, resistenti, inodore e lavabili con acqua. Se le facciate sono in buono stato ma la pittura è scolorita in poco tempo, la vernice acrilica è facilmente applicabile e possiede una caratteristica importante: riesce a schermare il deposito di polvere, smog e sporco dovuto alla pioggia.

Nell’ipotesi di pareti esterne rovinate poiché esposte ad agenti atmosferici costanti – come sole, umidità e salsedine nelle aree marittime – sono consigliate vernici con antialga o a base di pliolite (uno speciale fissativo), risananti e composte in modo da prevenire la formazione di muffa e funghi. Quando nella facciata sono presenti micro crepe dovute alle sollecitazioni ambientali, le pitture acrilsilossaniche sono riempitive, traspiranti, idrorepellenti e grazie alla loro elasticità si adattano ai micro movimenti delle pareti, resistendo a lungo. Nei casi in cui invece si voglia conservare un effetto estetico classico, o la facciata è storica e presenta motivi decorativi, le vernici a base di calce sono le più indicate: traspiranti e antimuffa, permettono una copertura molto naturale e proteggono dall’umidità.

Se stai pensando di ristrutturare casa con interventi che comprendono anche la tinteggiatura delle pareti esterne e vuoi approfittare del Bonus Facciate, la Prosapio Patrick Srl è in grado di aiutarti sia nella parte realizzativa che in quella amministrativa. Contattaci!