Uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi mesi in materia di riqualificazione energetica e messa in sicurezza degli edifici, riguarda le detrazioni fiscali sotto forma di sconto in fattura 2020 e cessione del credito. Entrambe queste soluzioni sono incentivi che lo Stato Italiano mette a disposizione dei cittadini, per supportarli nel miglioramento del proprio immobile. L’entrata in vigore dello sconto in fattura, tramite provvedimento 283847/2020 del direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha però creato confusione tra i consumatori. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Sconto in fattura 2020: come funziona

Lo sconto in fattura è, di fatto, proprio ciò che suggerisce il nome stesso. Si tratta di uno sconto immediato sulla fattura emessa dalla ditta che esegue i lavori di riqualificazione edilizia, da scegliere come alternativa alle agevolazioni Ecobonus e Sismabonus. Il committente può, in tal caso, optare per un anticipo del contributo direttamente in fattura con una scontistica, a patto di effettuare il pagamento con bonifico dedicato. Il fornitore (la ditta) emette una fattura a prezzo pieno: solo il bonifico di pagamento dovrà essere ridotto dell’importo che corrisponde alla detrazione.

Un esempio pratico dello sconto in fattura

Ecco un esempio pratico di come funziona lo sconto in fattura. Immagina di dover effettuare lavori di riqualificazione energetica con l’installazione di pannelli fotovoltaici per un costo di 10.000 euro. Sfruttando le agevolazioni fiscali previste dall’Ecobonus, l’Agenzia delle Entrate ti restituirà il 50% (aliquota prevista per questo tipo di impianto) della spesa in 10 anni, attraverso detrazioni sulle tasse IRPEF che verserai. Se decidi per questa soluzione, dovrai pagare l’intera somma entro la fine dei lavori, e in seguito i soldi ti verranno restituiti scalandoli appunto dalle tasse.

Con lo sconto in fattura come alternativa, spendi invece solo 5.000 euro. Il restante 50% dei 10.000 euro viene anticipato dall’impresa, che a sua volta lo recupererà dalla banca.

Superbonus 110%: lo sconto in fattura rimane invariato

A seguito dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, è entrato in vigore l’incentivo Superbonus 110%, introdotto dal Decreto Rilancio del 19 maggio 2020. Il contribuente che esegue opere di riqualificazione energetica o antisismiche, ha diritto ad un credito d’imposta del 110% della spesa sostenuta, da usufruire in 5 quote annuali di pari importo. Tale credito può essere ceduto tramite il provvedimento dello sconto in fattura.

Riprendendo il nostro esempio precedente, valgono le stesse modalità: in questo caso però, puoi decidere la restituzione del 110% (invece che del 50%) di quanto hai speso in soli 5 anni, oppure di farti anticipare il 100% dall’impresa (tutti i 10.000 euro). Nella seconda ipotesi, non dovrai pagare alcuna somma.

Tuttavia, non tutti gli interventi danno diritto al Superbonus 110%, per questo è importante rivolgersi ad un’azienda esperta che effettui un sopralluogo presso il tuo immobile e valuti la fattibilità di applicazione della normativa.

Sconto in fattura 2020: quali lavori ne danno diritto

Lo sconto in fattura è valido per le spese sostenute a partire dal 2020 fino al 30 giugno 2022 e interessa tutti i bonus dell’Agenzia delle Entrate, fatta eccezione per il Bonus mobili e il Bonus verde. In sostanza, gli interventi che possono usufruire dello “sconto in fattura” sono:

  • ristrutturazione edilizia: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali o su singole unità immobiliari;
  • efficientamento energetico: lavori di riduzione del fabbisogno energetico, miglioramento termico dell’edificio, pannelli solari, sostituzione degli impianti di riscaldamento;
  • lavori antisismici: riduzione del rischio sismico nelle zone 1, 2 e 3;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna;
  • installazione di impianti fotovoltaici;
  • installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Lo sconto in fattura può essere richiesto sia ad inizio lavori, sia a lavori già iniziati. Gli sconti non possono riguardare più di due SAL (stato avanzamento lavori) per lo stesso intervento e devono essere pari ad almeno il 30% dell’intera commessa. Sia il contribuente che il fornitore possono valutare caso per caso la convenienza delle due scelte di investimento, ovvero se destinare la somma totale allo sconto o sostenere invece parte dell’importo

Sconto in fattura e cessione credito: quali differenze

Per incentivare i lavori di riqualificazione, il governo ha inoltre creato la formula della cessione del credito, valido negli stessi casi dello sconto in fattura. Questo sistema consente al consumatore di cedere il bonus corrispondente all’intervento (che si sarebbe comunque recuperato negli anni successivi) direttamente all’impresa, ottenendo quindi un corrispettivo molto inferiore o nullo. L’impresa viene rimborsata tramite credito d’imposta a partire dall’anno successivo all’operazione.

La Prosapio Patrick Service Srl possiede ampia esperienza in opere edilizie per risparmio energetico e in ristrutturazioni chiavi in mano. Contattaci per sapere quali agevolazioni fiscali puoi applicare ai lavori sul tuo immobile, ti forniremo tutto il supporto di cui hai bisogno!